5 Settembre 2021

Mangiare di notte: la sindrome da alimentazione notturna

bulimia nervosa

Mangiare di notte? Definizione della sindrome da alimentazione notturna.

La sindrome da alimentazione notturna (NES) è un disturbo alimentare caratterizzato dalla tendenza a saltare la colazione per mancanza di appetito, mangiare di notte in modo eccessivo e soffrire di insonnia notturna. L’assunzione di energia è ridotta nella prima metà della giornata e notevolmente aumentata nella seconda metà e il sonno viene interrotto al servizio dell’assunzione di cibo. Uno studio ha mostrato che le persone che hanno NES consumano il 56% delle loro calorie tra le 20:00 e le 6:00 del mattino. La sindrome può essere distinta dalla bulimia nervosa e dal disturbo da alimentazione incontrollata per la mancanza di comportamenti compensatori associati (es. vomito autoindotto), la tempistica dell’assunzione di cibo e il fatto che le ingestioni di cibo sono piccole, pari a spuntini ripetuti piuttosto che a vere abbuffate.

Criteri diagnostici

I criteri per diagnosticare una sindrome da alimentazione notturna sono i seguenti:

  • Ricorrenti episodi di alimentazione notturna che si manifestano mangiando di notte dopo i risvegli dal sonno oppure con l’eccessivo consumo di cibo dopo il pasto serale.
  • Consapevolezza e ricordo di aver mangiato.
  • Il comportamento non è conseguenza di influenze esterne come la modificazione del ciclo sonno-veglia dell’individuo oppure da norme sociali.
  • La persona prova un significativo disagio e/o il suo funzionamento è compromesso.
  • Questa modalità di alimentazione disordinata non è spiegata dal disturbo da binge eating (alimentazione incontrollata) o da altri disturbi, compreso il disturbo da uso di sostanze e non è attribuibile ad un altro disturbo medico o all’effetto di farmaci.

Segnali da monitorare

Ecco alcuni sintomi comuni per aiutare a identificare il disturbo in te stesso o negli altri:

  • Consumi più della metà del tuo apporto calorico giornaliero durante e dopo cena e/o di notte?
  • Ti svegli tre o più volte alla settimana per mangiare di notte?
  • Mangi principalmente carboidrati?
  • Credi che mangiare ti aiuterà a dormire meglio?
  • Non mangi molto o non hai fame al mattino?
  • Provi vergogna per questa modalità di alimentazione?
  • Sei in sovrappeso?
  • Hai tentato più diete ma senza successo?
  • Provi preoccupazione per il peso e la forma del tuo corpo?
  • Ti senti teso, ansioso, turbato e/o in colpa mentre mangi?

Se ti sei trovato a rispondere sì ad alcune o alla maggior parte di queste domande, potrebbe esserti utile consultare un professionista per valutare la problematica che stai vivendo. La terapia cognitivo-comportamentale si è dimostrata efficacie nel trattare questo tipo di disturbo. Il trattamento includerà tipicamente sia la psicoeducazione sulla condizione che l’automonitoraggio per comprendere il disturbo e i fattori di mantenimento. Gli interventi comportamentali comuni ad altri disturbi alimentari comprendono la pianificazione dei pasti e la strutturazione di un’alimentazione regolare.

Quando diventa utile chiedere l’aiuto di uno psicologo?

Se ti sei trovato/a a rispondere affermativamente ad alcune o alla maggior parte delle precedenti domande, potrebbe esserti utile consultare uno psicologo e psicoterapeuta per valutare la problematica che stai vivendo.

La terapia psicologica cognitivo-comportamentale si è dimostrata l’approccio più efficacie nel trattare in genere i disturbi del comportamento alimentare. Il trattamento prevede una prima parte di psicoeducazione adeguato al caso particolare e una seconda parte di automonitoraggio che ha l’obiettivo di comprendere il disturbo e i suoi fattori di mantenimento. Gli interventi comportamentali, comuni anche con gli altri disturbi alimentari, comprendono la pianificazione dei pasti e la strutturazione di un’alimentazione regolare. In questo caso la terapia psicologica può essere affiancata da un supporto nutrizionale, con la consulenza della figura della dietista.

Compila il seguente test per un’autovalutazione del disturbo alimentare

Test sull'atteggiamento alimentare (EAT-26)

Questo test è un valido strumento di screening per identificare precocemente le persone affette da disturbi dell'alimentazione.

La compilazione del test è libera e assolutamente anonima. Nessun dato personale viene acquisito e nessuna mail o altro dato ti verranno richiesti per visualizzare il risultato. Il risultato apparirà una volta completata la compilazione. Puoi ripetere il test quante volte vuoi.

Le affermazioni che seguono si riferiscono a particolari situazioni che si possono verificare nella vita di tutti i giorni e agli stati d'animo che ne possono scaturire.
Indica quanto è vera per te ciascuna affermazione, scegliendo la risposta che ritieni più appropiata.

Autori: Garner, D.M., Olmsted, M.P., Bohr, Y. and Garfinkel, P.E. (1982)

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Ho una terribile paura di ingrassare

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Quando ho fame evito di mangiare

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Penso al cibo con preoccupazione

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Mi è capitato di mangiare con enorme voracità sentendomi incapace di smettere

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Ho l’abitudine di sminuzzare il cibo

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Faccio molta attenzione al potere calorico dei cibi che mangio

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Evito in particolare i cibi con elevato contenuto di carboidrati (pane, pasta, dolci)

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Sento che gli altri vorrebbero che io mangiassi di più

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Mi capita di vomitare dopo aver mangiato

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Mi sento molto in colpa dopo mangiato

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Mi tormenta il desiderio di essere più sottile

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Mi sottopongo a esercizi fisici intensi per bruciare calorie

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Gli altri pensano che sono troppo magra/o

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Mi preoccupa l’idea di avere del grasso sul corpo

15 / 26

Impiego più tempo degli altri per mangiare

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Evito cibi dolci

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Mangio cibi dietetici

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Sento che il cibo domina la mia vita

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Mi piace mostrare un grande autocontrollo verso il cibo e dominare la fame

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Sento che gli altri fanno pressioni su di me perché io mangi

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Dedico al cibo troppo tempo e troppi pensieri

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Mi dispero se mangio dolci

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Mi impegno in programmi di dieta

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Mi piace che il mio stomaco sia vuoto

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Mi piace provare nuovi cibi elaborati

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Ho l’impulso di vomitare dopo mangiato

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Bibliografia:

Kucukgoncu, S., Midura, M., Tek, C. (2015). Optimal management of night eating syndrome: challenges and solutions. Neuropsychiatric Disease and Treatment, 11, 751-760.

Allison K., Lundgren J.D., Moore R.H., O’reardon J.P., Stunkard, A.J. (2010). Cognitive Behavior Therapy for Night Eating Syndrome: A Pilot Study. American Journal of Psychotherapy, 64(1): 91-106.

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